Contatori visite gratuiti Vitiana Paola Montana

BRUNO EDITORE

giovedì 24 maggio 2012

Come e perché diventare Information Broker

Henry David Thoreau lo afferma : “C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera.”. Dichiarare questo, di fronte allo scenario economico mondiale, può apparire provocatorio. In realtà io credo, come molti economisti, che in momenti come questi il fermento sociale e culturale sia un vero crogiuolo alchemico, dal quale possono uscire delle reali opportunità di sviluppo economico. Chi è il Broker delle Informazioni? L’Information Broker,è la persona che si occupa di recuperare, organizzare e sviluppare informazioni, dati e documenti, come servizio rivolto ad aziende e privati. Normalmente, questa figura, è richiesta nel caso in cui un’azienda abbia necessità di effettuare una ricerca di mercato per il lancio di un nuovo prodotto, oppure debba verificare l’esistenza o meno di un brevetto nazionale o internazionale, ma anche in numerosi casi in cui sia necessaria la presenza di una figura in grado di sviluppare un progetto complesso. Nonostante internet offra una grande mole di informazioni, non sempre le aziende hanno una figura interna preposta ad ottimizzare questo tipo di dati, ecco quindi, la necessità di questo tipo di consulenza. Perché diventare Information Broker? Sostanzialmente, questa professione, non richiede delle qualifiche particolari. Tutto quello che occorre è riconducibile a questi tre punti: 1. Intraprendenza e creatività 2. Cura del proprio profilo professionale 3. Eccellenza dei risultati Se ci soffermiamo a pensare alle possibili applicazioni di questa figura professionale, rimarremo stupefatti. Ecco una piccola lista delle aree di competenza nella quale ricercare potenziali clienti: • Marchi e brevetti • Moda & Luxury • Macchinari industriali • Eventi • Edilizia e costruzioni In realtà, oltre alle voci che ho elencato, ve ne sono innumerevoli da poter valutare e spesso è possibile collegare queste categorie per trarne il massimo risultato. Se desiderate approfondire questo argomento : “Professione Information Broker” di Vitiana Paola Montana su www.autostima.net

martedì 17 gennaio 2012

Quantum Leap : dalla frammentazione all'unità


La Matrice della realtà in cui siamo immersi, ci offre un rimando distorto di ciò che in verità siamo. Le immagini che riceviamo dal mega schermo della nostra mente, sono il riflesso di questa matrice e ci mostrano disgregazione, divisione, esilio della coscienza.

Eppure, la nostra vera Essenza è di tutt’altra natura. Noi siamo costituiti dalla stessa Energia che permea il Cosmo e perciò Umani e Divini al tempo stesso. Come giustificare quindi la dicotomia realtà esterna-coscienza individuale? Come rispondere ed interagire col caos esterno ed interno senza esserne travolti?
Se la frammentazione esterna è lo specchio delle nostre coscienze disgregate, quale soluzione è possibile attuare?

Forse, l’unica azione efficace, atta a recuperare la nostra unità individuale prima, e a muovere un primo piccolo passo verso l’integrazione collettiva poi, è la ricerca del nostro Sé profondo. Quest’analisi o meglio questo cammino evolutivo, trova un suo piccolo snodo attraverso la ricerca spirituale, ossia la ricerca del Divino che è in noi.

Molto spesso si confonde quest’ analisi spirituale con la religione. Non ci stiamo riferendo qui, a dogmi o dottrine. Per ricerca spirituale s’ intende un’esplorazione profonda della nostra mente.
Il reale scandaglio spirituale corrisponde ,infatti, ad un’indagine approfondita sul comprendere chi siamo, su come agiamo, sugli enigmi della nostra mente, su come possiamo essere davvero felici e in pace.Forse, una delle verità più semplici e per questo facili da capire, è che alla fin fine noi tutti siamo la stessa cosa e condividiamo pertanto, la stessa Identità Spirituale, al di là di Ogni Dottrina Religiosa. Questa consapevolezza risiede nelle profondità del nostro Sé.

Ed ecco che, se questa piccola-grande verità riesce a farsi spazio in noi, se riesce ad attecchire e germinare, molto probabilmente le disgregazioni, le separazioni di cui siamo vittime, cominceranno a poco a poco a svanire per lasciare il posto ad una vera comunione di intenti.
Ciascuno di noi ha l’opportunità e la responsabilità di rendersi conto della situazione attuale e di guardare al mondo in modo nuovo. Se io opero un cambiamento di paradigma dentro di me, tale processo troverà man mano riscontro negli altri e insieme renderemo possibile questo cambiamento a livello di umanità.

L’apertura di coscienza e il cambiamento individuale, si rifletteranno in un’apertura di coscienza e cambiamento collettivi e ciò sarà un dato “oggettivo”.

E’ questo il Quantum Leap, ovvero, il Salto di Coscienza.

venerdì 16 dicembre 2011

Inconscio e Atto Creativo


Si fa un gran parlare, specie in ambiente psicologico, dell’inconscio come struttura interna della psiche. Tutto il bagaglio esperienziale che ci trasciniamo dietro nel corso dell’esistenza, formato dalla nostra indole e dalle convinzioni che si sono cristallizzate sulle nostre personalità può, a ben vedere, essere definito “inconscio”.
La definizione è più che azzeccata, dal momento che questo agglomerato di sensazioni, di emozioni, di schemi mentali e atteggiamenti reattivi, è assolutamente “informe” e “privo di coscienza” dove, per coscienza, s’intende la “visione consapevole”.

E’ così , quindi, che l’inconscio agisce sulla nostra vita, in modo “reattivo e non consapevole”. Questo almeno finché non prendiamo in carico noi stessi, divenendo consci di tale materiale grezzo e così potentemente produttivo, se solo ne siamo appunto “coscienti”.

Già, ma come si fa a divenire “lucidamente informati” su noi stessi, sulle nostre pulsioni,paure,speranze,aspettative e necessità primarie? Prendere in carico se stessi, è un atto creativo. E’ lo stesso identico processo che può descrivere la nascita di un’opera d’arte, la stesura di un libro, la realizzazione di una scoperta scientifica, oppure la manifestazione di un lampo, di un’illuminazione della coscienza.

L’inconscio è depositario di molti stati della psiche. Può, ad esempio,conservare emozioni represse, blocchi emotivi,creativi, depressioni latenti, crisi esistenziali ma, al tempo stesso, è un enorme serbatoio di “materia”.
La germinazione di questa materia, è l’atto creativo che siamo chiamati a fare. Se vogliamo prima di tutto riuscire ad imbrigliare le forze oscure che squassano il nostro quotidiano nel flusso della giostra azione/reazione, se vogliamo vedere nascere, crescere e fiorire “qualunque” tipo di intenzione, sia il miglioramento di uno stato psicologico, sia la realizzazione di un progetto concreto, come pure la manifestazione di un reale cambiamento personale, ci è richiesto uno sforzo mirato.

Occorre gestire, o meglio, dosare il flusso di energia creativa affinché riesca ad affiancare il processo di creazione/trasformazione/realizzazione dall’inizio,alla fine. Spesso, alle prime avvisaglie del disagio inconscio, non sappiamo di cosa si tratti. Il malessere che traspare durante il tragitto disagio/creazione, assume molte forme, come abbiamo già spiegato.

Ora, se vogliamo che la materia grezza contenuta nel nostro inconscio, si trasformi in risultati tangibili, se vogliamo che produca buoni frutti, ma soprattutto che rappresenti la vera vittoria sul nostro nemico acerrimo, “noi stessi”, dobbiamo imparare a gestire i flussi di energia e orientarla al meglio.
All’artista, allo scienziato, al “cercatore”, è richiesto di avere chiara la meta. Nella mente solo un pensiero cristallino sull’icona che rappresenta la destinazione.

Il tragitto per giungervi, non sempre sarà facile ma, ogni piccolo passo nell’onorare i contenuti della nostra coscienza, ogni impronta positiva, ogni certificazione di presenza vivida a noi stessi e al nostro intento, dovrà avere la possibilità di emergere nella realtà.

Lo scultore abbozza l’opera. Ne osserva i tratti informi, si raccoglie e poi prosegue il lavoro, raffinando, limando,correggendo le sproporzioni, gli spigoli,le pieghe inadatte. E’ un lavoro di fino. Imparare a “sgrossare” le nostre forze oscure, adottare lo stile dell’artista che si cala totalmente nella materia e nella sua prossima proiezione di risultato eccellente, è ciò che dobbiamo fare per rendere onore al Divino che è in noi.
Buona Vita!

venerdì 11 novembre 2011

Web, Professioni e molto altro...


«C’è solo un tipo di successo: quello di fare della propria vita, ciò che si desidera» Henry David Thoreau

Siamo nell’era digitale e mai, come in questo momento, le applicazioni e le possibilità del web stanno avendo sviluppo e impatto sulle professioni definite classiche. La possibilità di accedere ad una grande quantità di dati, la velocità nel connettersi e le collaborazioni a distanza, stanno avendo una vera e propria accelerazione.

L’argomento di cui tratto nel mio ultimo ebook in uscita lunedi 14 novembre,
“Professione Infobroker”, riguarda appunto l’Information Brokering, cioè la naturale evoluzione della consulenza così come la conosciamo. Questo testo è nato dal desiderio di approfondire metodi di lavoro innovativi e utilizzo di chiavi di lettura alternative nell’approccio al concetto di occupazione e nuove professioni.

Alla base di questa ricerca, oltre alla volontà di effettuare uno studio a carattere di fattibilità tecnica, sta anche il desiderio di promuovere la libera espressione di ciascuno di noi. La citazione di Thoreau , ci ricorda l’unicità di ciò che siamo e sancisce l’unico imperativo degno di essere eletto, a pieno titolo, come nostro “mantra” quotidiano.

Vivere delle proprie passioni, convertirle in espressione di sé e frutti lavorativi è una splendida avventura che auguro a tutti di sperimentare.

Buona lettura!.

giovedì 6 ottobre 2011

Cambio Vita : Manuale d'Uso


Inutile negarlo, ogni giorno siamo inondati da news pessimistiche e notiziari choc. Che fare per arginarne l’effetto? In molti manuali di self-help, si parla di “igiene verbale”, come rimedio per difenderci dall’aggressione psicologica di certi media che usano la notizia per creare audience.

In sostanza, si tratta di fare molta attenzione a come ci si esprime, per evitare al massimo, di scivolare nelle espressioni negative, lasciandoci così travolgere dal pessimismo. Naturalmente, questo clima oserei dire da “terrorismo psicologico”, non giova alle nostre già complicate giornate.

Tutto questo , va a sommarsi alla mole di problemi contingenti che affrontiamo quotidianamente. Ed ecco che una mattina, pronunciamo la mitica frase: « Basta,non ne posso più, mollo tutto!» È da questa frase che sono partita, per analizzare a 360°, la voglia, il desiderio di cambiare vita.

Cambiare vita è possibile, sia che si desideri sperimentare una nuova occupazione, cambiare partner o…cambiare nazione. Si può cambiare vita, anche solo modificando il nostro modo di vedere le cose. Osservare gli eventi, le persone e le situazioni da una prospettiva differente, ci aiuta ad ottenere nuove informazioni e nuovi strumenti per gestire al meglio scelte, conflitti e rapporti in genere.

È con l’apertura totale della nostra mente che riusciamo a cogliere quel particolare che, fino a quel momento, ci era sfuggito! In questo manuale, affronto e approfondisco le varie possibilità di scelta; a supporto delle teorie che espongo, ho riportato numerosi link di utilità, per muovere i primi passi nella tanto sospirata “Nuova Vita”.

Vi invito a visitare il sito www.autostima.net , digitate “Cambio vita” nella barra di ricerca e…Buona Lettura!

sabato 3 settembre 2011

Lo Spirito del Silenzio


Nelle mie letture estive, questo piccolo libretto ha un posto speciale. “Lo Spirito del Silenzio” di John Lane ha la capacità, ogni volta, di farmi ritrovare il senso delle cose.

Già nell’introduzione Lane, spiega in modo perfetto cosa significhi stare nel “silenzio”. Dice : “Il Silenzio ci tocca in molti modi diversi: come qualcosa che offre rifugio e tranquillità, qualcosa capace di metterci in contatto con la nostra profondità interiore che nella confusione della vita quotidiana ci sfugge…Questi incontri con il silenzio, possono essere una fonte di chiarezza stupenda.” Niente di più vero.

Spesso, nei miei scritti,io ribadisco l’importanza dei ritmi naturali. Quando sottolineo la necessità, per chi è alla ricerca di sé stesso, di fare spazio alla quiete della riflessione, intendo proprio questo. Stare nella propria interiorità, svuotare la mente, sottrarsi alla congestione della vita lavorativa, sociale e forzatamente attiva, significa calarsi nell’immenso fluire della propria vita.

In questo spazio spirituale, la voce della nostra anima può emergere e donarci intuizioni incredibili.

Scrive Isabel Colgate : “ È nella solitudine, che il sé incontra se stesso o, se preferite, il suo Dio, ed è partendo da ciò che può andare ad unirsi alla danza universale. Non c’è terapia di gruppo, studio delle relazioni interpersonali, impegno per il proprio miglioramento, esercizi in palestra che possano lenire la solitudine di chi non riesce a sopportare di essere solo.”

L’anima dimora nel silenzio e il silenzio è un’arte. Se solo provate ad entrarvi, scoprirete paesaggi stupendi.

sabato 20 agosto 2011

Disintossicazione Emotiva


Agosto, vacanze, mare, tempo libero. Questo è davvero un bel cocktail che, se ben usato, può produrre effetti insperati. Avere del tempo a disposizione, lontano dal lavoro, è un toccasana, anche se le nostre vacanze si svolgono a casa. Utilizzare questo tempo per noi stessi, infatti, è già di per sé un reale beneficio. La stagione estiva porta con sé da sempre, l’entusiasmo per il nuovo, l’insolito e si finisce, con il rientro alla normalità, col ritrovarci a desiderare di cambiare qualcosa di quello che viviamo ogni giorno.

È la voglia di novità che testimonia il bisogno di rinnovarci. Proviamo allora, ad utilizzare questo periodo estivo, per disintossicarci da abitudini dannose e paure che limitano. Sentirsi più leggeri, avere il coraggio di rimettersi in gioco, ritrovare l’entusiasmo per fare cose nuove e scoprire il modo per abbandonare vecchi schemi che non servono più. Come? Per prima cosa, allentando la concentrazione su lavoro, obiettivi e progetti. Spesso, lasciare spazio alle nuove idee, significa anche sospendere per un breve periodo, la nostra corsa verso le realizzazioni sperate.

Fare spazio quindi, vuol dire restare in ascolto, in modo da permettere alle nuove opportunità di emergere. Un altro metodo per agevolare la “disintossicazione emotiva”, potrebbe essere quello di cambiare il modo di prenderci cura di noi stessi. Forse pensiamo di sapere esattamente che cosa ci fa stare bene. Ma, a ben vedere, utilizzando sempre gli stessi comportamenti, niente potrà cambiare o migliorare. Proviamo a regalarci un’esperienza diversa ogni giorno e vediamo quale di queste ha un buon risultato. Da cosa lo capiamo? Dall’esito che avrà su di noi, dal benessere che ci porterà.

Proviamo a godere di ogni momento, vivendo in modo da privilegiare la salute e la serenità. Per farlo, impariamo ad essere selettivi; scegliamo solo esperienze, persone, alimenti e attività che valutiamo essere il massimo nel loro genere. Buone vacanze!